La vicenda relativa alla proposta di legge n. 3809, che ha visto come primo firmatario l’on. Sposetti e come sottoscrittori altri parlamentari del PD, alla quale hanno aderito esponenti di pressoché tutti i partiti, e rispetto a cui i vertici del PD hanno nelle ultime ore preso le distanze – anche a valle dell’onda di indignazione che ha attraversato la base del partito stesso – ci spinge ad esprimere alcune considerazioni.
Nel metodo, ci chiediamo come sia possibile che una materia di tale impatto nell’opinione pubblica (la previsione per legge di destinare ulteriore denaro dei cittadini ai partiti e alle loro strutture di supporto) venga trattata con tanta leggerezza e contraddittorietà, fino a schierare il partito contemporaneamente tra gli estensori e gli affossatori della proposta.
Nel merito, alcuni aspetti della proposta possono apparire a prima vista interessanti: ad esempio, l’obbligo per i partiti di introdurre nel proprio statuto i necessari elementi interni di democrazia e trasparenza, nonché la selezione dei candidati mediante primarie. (E’ strano, tuttavia, che le primarie non siano previste proprio per molte cariche per cui sono state efficacemente utilizzate fino ad oggi, come sindaci e presidenti di provincia e di regione).
Appare tuttavia completamente inaccettabile l’obiettivo di raddoppiare – e oltre – il finanziamento pubblico delle attività legate ai partiti mediante l’introduzione di un cospicuo contributo statale diretto a “fondazioni politico-culturali” afferenti ai partiti stessi.
Pur riconoscendo che il problema del finanziamento dei partiti è una questione seria, che tocca aspetti nodali della vita democratica del Paese, abbiamo sempre ritenuto che la soluzione non possa essere – come peraltro ha affermato anche il nostro candidato sindaco Virginio Merola – un ulteriore aggravio dei costi della politica, tantopiù con una simile lievitazione, decisa per legge, dell’esborso di denaro pubblico ai partiti.
Ci chiediamo francamente come si sia potuto non prevedere per tempo l’impatto drammatico sull’opinione pubblica di provvedimenti come questi – anche allo stato di semplice progetto – specie in un momento in cui la maggior parte dei cittadini, come vediamo anche a Bologna, è quotidianamente alle prese con la crisi economica, la precarietà, il taglio dei servizi, l’aumento delle tariffe, delle rette e dei prezzi.
Questo tipo di proposte – proprio mentre parte della classe politica ostenta comportamenti che non rendono onore alla dignità del proprio mandato – non fanno altro che acuire il generale sentimento di insofferenza per la politica e per i politici, e rendono un pessimo servizio alle migliaia di nostri militanti, dirigenti e amministratori che ogni giorno cercano di contrastarlo sul campo con il loro impegno e la loro abnegazione.
Volendo noi essere una alternativa vera e credibile rispetto all’attuale maggioranza, chiediamo ai dirigenti del nostro partito più attenzione e più coerenza su queste materie.
Verso un nuovo PD per Bologna
Francesco Errani
Alessandra Salfi
candidati al Consiglio Comunale di Bologna