(Documento presentato alla Direzione provinciale del Partito Democratico di Bologna il 22 gennaio 2010)
Il PD ha l’ambizione di essere il partito riformista in grado di governare l’Italia riformandone la struttura secondo i principi di rigorosa moralità politica, efficienza, equità, giustizia sociale e sostenibilità, facendone così una nazione moderna e al passo coi tempi.
Questo obiettivo è condiviso dai suoi elettori, reali e potenziali, ma spesso non è praticato dal PD stesso.
Le ragioni sono tante, fanno parte di un dibattito che è iniziato alla nascita stessa del PD e che impegna soprattutto gli iscritti, in un processo continuo per scoprire chi siamo, dove andiamo, chi dovrebbe guidarci.
L’obiettivo statutario di essere un partito federale e la storica preponderanza delle federazioni provinciali rispetto agli altri livelli territoriali (eccetto la segreteria nazionale) consegna alle federazioni locali un ruolo chiave.
A maggio Bologna sceglierà un nuovo Segretario provinciale. Con questo documento vogliamo avviare una discussione nel Partito confrontandoci con questi obiettivi che presentiamo, assieme a chi ha l’ambizione e il coraggio di presentarsi per la segreteria.
Ecco che Partito Democratico immaginiamo per Bologna:
1) ORGANI SNELLI E AUTOREVOLI CAPACI DI REALE DISCUSSIONE: un direttivo, eletto dai territori per almeno il 70%, composto da non più di 50 persone (compresi i membri di diritto) e un esecutivo con un massimo di 10 componenti. Organi in cui siano rappresentate una molteplicità di situazioni che coprono per storia personale, esperienza, età e sensibilità la varietà delle generazioni, dei generi e delle condizioni professionali e sociali.
2) UN DIRETTIVO CHE DIRIGE UN ESECUTIVO CHE ESEGUE: il direttivo deve definire le linee strategiche che poi l’esecutivo metterà in pratica, rendendo poi conto dell’efficacia delle sue azioni. Le riunioni dell’esecutivo vengono a valle del direttivo e non a monte come è stato fino a oggi.
3) FORUM CON LEADER ELETTI PORTAVOCE DEL PARTITO SU QUEL TEMA: i Forum devono diventare luogo dell’elaborazione sui temi del partito, devono essere soggetti forti e autorevoli e non inutili contenitori di opinioni, privi però di riscontro nelle scelte e nelle programmazioni. Per questo i presidenti devono essere eletti dai partecipanti al forum stesso e devono poter proporre al partito idee e tesi su cui lavorare. Direttivo ed esecutivo devono esprimersi sulle richieste del forum con pareri motivati. I forum sono uno spazio di discussione, non occasionale e non legato alle emergenze mediatiche, dove le diverse opinioni possono confrontarsi. Ferma restando la libertà di coscienza di ognuno, il Partito è luogo di ricerca e di sintesi di proposte politiche, in cui l’eventuale voto a maggioranza è la conclusione di un percorso di elaborazione culturale e ascolto.
4) FORMAZIONE POLITICA COME SERVIZIO AI CITTADINI: il Pd deve offrire formazione continua ai cittadini che desiderano interessarsi di politica entrando dalla porta delle competenze. Inoltre deve usare la formazione come forma di circolazione di competenze tra chi la politica la pratica da tempo e chi vi è entrato da poco e necessita di approfondire alcuni temi.
5) CIRCOLI CENTRI DI ELABORAZIONE POLITICA E APERTI ALL’ATTIVITÀ SOCIALE: i Circoli devono essere il centro della vita politica del Partito, luogo di discussione informata e di elaborazione progettuale, non soltanto al servizio di necessità organizzative. Alla luce di questo i forum e gli organi centrali devono agire in un rapporto strutturato di reciproco scambio con i circoli supportandone le discussioni e recependone le proposte. I circoli come antenna sul territorio devono sapersi mettere in rete con le associazioni e i cittadini anche mettendo a disposizione i propri spazi e diventando luoghi aperti e frequentati su cui fare affidamento. Il rapporto tra circoli e organi centrali deve essere improntato all’autonomia anche per quanto riguarda la gestione delle risorse finanziarie. Tali risorse dovrebbero essere primariamente impiegate sul territorio e nel sostegno mutualistico dei circoli, garantendo la trasparenza di ogni trasferimento.
6) COMUNICAZIONE, RETE E TECNOLOGIA: i mezzi di comunicazione devono essere utilizzati e agire in sinergia per ottimizzarne le spese e l’efficacia. Occorre in particolare una migliore gestione dei dati degli iscritti/elettori/simpatizzanti che devono essere quanto più possibile messi in rete a disposizione di tutti i circoli. Internet va usato per mobilitare gruppi sociali sui quali il partito fa fatica: studenti, donne lavoratrici con figli, imprenditori e professionisti; l’unico modo per coinvolgere queste persone è dotare il Partito di metodologie moderne che si adattino ai tempi di vita di queste persone. Il Pd di Bologna deve inoltre seguire i dettami dello statuto regionale usando il voto elettronico come utile ed innovativa forma di raccolta delle opinioni dei suoi iscritti ed elettori.
7) VOTIAMO PER I POSTI CHE CONTANO: occorre andare oltre le “ampie consultazioni” ed evitare di ritrovarci i candidati già definiti a priori. Le persone per cariche interne ed amministrative rilevanti devono essere votate da iscritti ed elettori e non decisi da pochi dirigenti. Non vogliamo più persone “garantite”. La competizione e la democrazia devono essere vere.
8 ) CANDIDATI RAPPRESENTATIVI E NOMINATI COMPETENTI: il Partito deve risolvere la questione di una classe dirigente con una struttura di provenienza professionale deformata rispetto a quella presente nella società italiana e bolognese. Le difficoltà, i bisogni e le proposte di cui sono portatrici categorie di lavoratori oggi non pienamente rappresentati all’interno del Pd, quali ad esempio artigiani e commercianti, professionisti e piccoli imprenditori, devono trovare maggiore spazio all’interno del Partito. Inoltre, il Partito deve operare affinché le nomine degli amministratori negli enti e nelle società controllate e partecipate avvengano secondo criteri di competenza e trasparenza, con pubblicazione del curriculum e del profilo di competenza delle persone nominate e dei criteri che ne hanno determinato la nomina.
9) NUOVO RAPPORTO TRA PARTITO E AMMINISTRAZIONI: il Pd deve recuperare un giusto equilibrio tra partito di maggioranza e amministrazioni governate. Deve definire strategie territoriali di collaborazione tra amministrazioni (come la città metropolitana) e verificare il perseguimento tra i propri eletti. Gli organi territoriali intermedi (livello cittadino, unioni comunali, quartieri, etc.) devono essere protagonisti attivi per il coordinamento e l’articolazione delle politiche sul territorio corrispondente, in raccordo con gli altri livelli. Il Partito deve individuare le migliori pratiche messe in campo da alcuni amministratori e diffonderle tra gli altri, accompagnando e supportando gli eletti nello sforzo per l’adempimento del programma.
10) TRASPARENZA E RENDICONTO NEI RAPPORTI TRA ELETTI ED ELETTORI: chi si candida nelle liste del Pd a qualunque livello istituzionale, dal quartiere al parlamento europeo, si impegna all’atto della candidatura, qualora eletto, a rendersi disponibile ad incontrare periodicamente i cittadini del territorio ove è stato eletto, attraverso le nuove tecnologie e in riunioni pubbliche nel corso delle quali egli/ella renderà conto di quanto ha fatto e di quanto sta facendo nell’adempimento del suo mandato.
Vogliamo discutere queste idee in tutte le sedi opportune del Partito: circoli, direzione, attraverso eventi pubblici e vorremmo che i candidati alla segreteria si confrontassero su questi argomenti e dicessero pubblicamente la loro opinione in merito.
Bologna, il 21 gennaio 2010
La situazione ci indica una cosa chiara:
NON SI FA UN PARTITO NUOVO CON LA CLASSE DIRIGENTE VECCHIA, NE’ LOCALE NE’ NAZIONALE.
Fate presto, aiutateli a capire in fretta, non infilatevi in una lotta intestina ma con questo documento aprite una battaglia chiara e onesta:
TUTTA LA CLASSE DIRIGENTE PREESISTENTE DEVE FARE UN PASSO INDIETRO, A PRESCINDERE, ED ESSERE COSI’ LEALE DA AIUTARE A NASCERE E SOSTENERE UNA CLASSE DIRIGENTE NUOVA.
C’è bisogno di aria e sangue nuovo, quello dei tanti che non vengono dalle vecchie sezioni e che erano (sono?) innamorati del PD.
Oppure tra pochi mesi questo partito nato vecchio muore, in culla.
Ho letto una sola volta il documento proposto e, a prima vista, lo giudico condivisibile e suscettibile di approfondimento. E’ chiaro che nel momento attuale di grave stress per il PD bolognese, quanto proposto deve ritagliarsi uno spazio nelle angustie del tempo presente. Però è così che dovrebbe essere il PD bolognese che speriamo.
Per quanto mi riguarda, cercherò di tradurre in attività di Circolo quanto previsto, in particolare le iniziative volte ad ascoltare e a sintetizzare le istanze dei cittadini e delle categorie presenti sul territorio, di Casteldebole e di Borgo Panigale.
Do per il momento un’adesione di massima al documento Umberto Tadolini
Condivido le proposte della direzione provinciale, bisogna uscire dai palazzi, aprire i circoli alla gente, abbiamo bisogno di discutere, conoscere, la gente vuole capire la linea politica del partito, dove vogliamo andare e con chi e con che personaggi. Troppi personaggi incappati in trame losche, mai successo nella storia del nostro partito. Ma chi li propone? Dove è finito la moralità, l’onestà? Come pensiamo con questi politici ad andare al governo?
Pazzaglia Marino
Desideriamo precisare che il documento “Un nuovo PD per Bologna” non è stato proposto dalla direzione provinciale, ma è stato presentato alla direzione provinciale del 22.1 dal gruppo dei promotori, che sono indicati in calce al documento stesso (e qui nella pagina “Promotori”).
Grazie per le Sue osservazioni.
Oltre alla regola dei due mandati, credo sarebbe bene pensare a qualcosa che suoni più o meno così: chi viene eletto dai cittadini nelle liste PD ad una qualsiasi carica pubblica non può lasciarla prima della sua fine naturale per concorrere ad altre cariche pubbliche elettive o per assumere incarichi di nomina nelle istituzioni, nè può affiancarla ad esse. Quindi può lasciarla solo per dedicarsi ad attività private, cioè per motivi personali.
tutte ok queste proposte pulire il vecchio e inserire il nuovo ma ci vuole un programma chiaro da proporre agli elettori
un programma di sinistra che si distingua anni luci dalla destra un programma semplice e fattibile basta con i programmi da salotto buono bolognese tipo lo
scoperchiamento del canale reno…a chi serve a che pro
ricominciate a volare basso e fare un programma molto vicino ai cittadini alle donne alle famiglie ai giovani ai bambini che sono il futuro della citta’ e dello stato PROPOSTE SEMPLICI E FATTIBILI le grandi opere e promesse lasciatele alla destra a noi basta girare meno incasinati per bologna per esempio !!!!!!
Ritengo le linee essenziali e la filosofia che le sostiene totalmente condivisibili.
Sarebbe forse opportuna una fase di discussione per arricchire ulteriormente il contenuto.
Tengo molto al punto sulla Trasparenza perchè costituisce uno snodo fondamentale per valutare quanto è stato proposto e quanto realizzato. E’ fondamentale che questa valutazione sia esercitata da persone terze e sia accettata da chiunque ricopra una carica pubblica o comunque sia rappresentante di interessi collettivi.
Ritengo totalmente condivisibile una visione del PD del tipo indicato dal documento. Vorrei comunque solo far presente che da cristiano praticante trovo spesso difficile trovar casa presso un partito che sempre più frequentemente si abbandona ad atteggiamenti preconcetti nei confronti di principi propri di un mondo cattolico socialmente impegnato che risulta buono solo quando serve a far numero ma che si possono poi ignorare tranquillamente quando riguardano temi socialmente importanti come la importanza della famiglia, la difesa dell’infanzia, la moralità privata anche e soprattutto nella vita pubblica: questi ed altri ancora sono valori che non dovrebbero essere mai dimenticati anche da chi non si definisce “di chiesa” perchè sono la base di una vita socialmente sana (e non dimentico la difesa della casa e del lavoro, ma lo spazio non lo consente).
Concordo con Natale e chiederei ad un partito che voglia rispettare tutte le sue anime di ricordare sempre che le diversità sono una ricchezza solo se esse hanno modo di inserire nella vita la loro linfa vitale.
Parlo poco perchè “espulso” dal partito nel quale avevo militato una vita (ho 57 anni).
Espulso perchè espresso molte perplessità, molto mesi fa (critica a Cofferati al ridicolo metodo delle primarie ed alla tendenza a premiare correnti ed appartenenze più che competenze) Inviso ad un dirigente della segreteria PD, che siede in un ricco consiglio di Amministrazione (nominato da Del Bono)sono stato tradito per fasi continue da altri dirigenti, anche locali, in ossequi alle appartenenze. Oggi, con sofferenza posso osservare da “fuori” che ciò che denunciavo era vero, ma ne traggo solo amre considerazioni. Credo, per quanto possa servire, nell’idea del manifesto e spero che la “nuova classe” possa emergere, ma mi pare che il “metodo” individuato per il nuovo candidato Sindaco, non possa lasciare spazio a speranze nuove.
grazie
dell’attenzione
Roberto
Anch’io condivido pienamente queste proposte, ma bisogna applicarle in fretta, perchè ho l’impressione che la pazienza dei cittadini abbia un limite! Basta con i calcoli e gli interessi personali e particolari; la politica è un nobilissimo servizio che cerca il bene comune! Chi non è certo di poter condividere questo fondamentale pricipio, è meglio che si ritiri e se non vuole ritirarsi spontaneamente, aiutiamolo a farlo presto facendo sentire forte la voce di chi richiede questo elementare elemento del vivere sociale.
vi scrivo perchè è arrivata una mail alla rete delle donne , che leggo. Quindi tirata in causa vi dico: inutile pensare a ripulire vecchi schemi, inutile pensare a un sindaco maschio. Non c’è più bisogno di un uomo tutto preso dalla diatriba comune a destra e a sinistra : “E’ meglio fottere che comandare?”
Ci vuole senso di responsabilità, ci vuole passione, ci vuole integrità: ci vuole una donna , ci vuole una giunta di donne. I tempi sono maturi.
Cara Luisa,
se hai letto il documento – che è nato prima dell’esplosione del “caso” Delbono – avrai visto che non entra nel merito della questione del candidato, ma propone metodi per rinnovare e migliorare la gestione del partito. Pensiamo che possa essere utile a tutte le persone del PD che si sforzano di operare – come tu scrivi – con “senso di responsabilità, passione, integrità”. E che magari, rispetto alla “diatriba” che indichi, hanno qualche altra priorità. Uomini o donne che siano. Un saluto
Ho letto con molta attenzione, il documento. ho letto con la stessa attenzione, tutti i messaggi delle persone, con delle proposte. sono un semplice cittadino che ha finito la terza media nell’anno 1963. Le mie proposte sono queste : giovani, donne, famiglie, single,copie, religioni, MORALITA’, etica, dialogo,passione politica : 10 proposte da considerare non come demagogiche,ma inizio di un dialogo non piu’polemico,senza nessuna violenza neppure verbale nel partito democratico ed in italia, ma dialogo fra generazioni. Collaborazione da parte delle vecchie generazioni per una responsabilizazione della giovane generazione dove anche le donne devono assoluttamente essere protagoniste della della nazione ITALIA insieme ai giovani, per il futuro dei nostri figli. grazie ciao a tutti giovanni maria marica
Poche e chiare regole, volontà provata di fare il bene della amatissima Bologna,accettare di essere pagati solo dopo la scadenza del mandato in base al lavoro effettivamente svolto e compiuto. Per un sindaco di questo tipo andrò a votare, altrimenti preferisco una bella passeggiata.
Troppo prolisso per una comunicazione su web cui uno arriva seguendo un paio di link.
Avete provato a sottoporlo a uno di media cultura che lo leggesse per la prima volta? Quanto tempo gli è occorso per comprenderlo?
Io, che ho un modesto interesse, ho letto forse 2 righe dei primi 3-4 punti!
Il messaggio può essere il migliore del mondo, ma se non arriva non serve!
Per un’Italia migliore!
Pier Mauro Margotti
Quando succede che in un luogo storicamente simbolo della sinistra bolognese, Marzabotto, in occasione delle ultime amministrative comunali il PD ha rifiutato le primarie per poi vedere il suo candidato sindaco ufficiale ottenere solo la metà dei voti di un altro candidato anch’esso di area PD; e in altre parti della provincia, le primarie sono state solo un atto formale con il risultato fortemente condizionato dai vertici del partito, non è possibile non interrogarsi sulle prospettive del PD Bolognese. Se poi si pensa anche a quanto è avvenuto recentemente in Puglia, viene da chiedersi: i dirigenti del partito sono davvero capaci di rappresentare e interpretare i bisogni e le opinioni dei cittadini?
Sono deluso ma ancora fiducioso che gli errori possano portare ad una reale apertura del partito, a un cambiamento con una dirigenza non solo espressione della nomenclatura ma anche della società civile.
Salve,
sono arrivato al vostro sito seguendo una discussione dal blog di Mauro Zani.
Ho cercato di leggere attentamente i 10 punto e i vari commenti.
Premessa doverosa, mi sono iscritto al PCI con la svolta di Occhetto e sono rimasto iscritto fino al congresso che decideva la nascita del PD, prima la mia storia era di tutt’altro tipo: i movimenti anche “estremi” degli anni ’70.
Mi viene da suggerirvi con grande affetto: cambiate partito, non c’è speranza, sarete piano piano nel corso degli anni macinati. Sarete prima o poi “costretti a votare per Casini tappandovi il naso”, magari in democraticissime primarie.
Non che fuori le cose siano meglio, anzi, tutta la sinistra di questo paese è allo sbando.
Ma penso che se uno deve metterci tempo, passione, militanza, noia come troppo spesso lo è far politica ed energie, forse la “vita è altrove”.
Credo che solo se persone indubbiamente integre come voi, cominciano a sbattere la porta e a lavorare non per risanare questa sinistra ma per costruire da zero la “prossima sinistra”, ci sarà una speranza.
Non vi scrivo per provocarvi o insolentirvi, anzi.
Potrei motivare a lungo, ma sarebbe noioso e forse non adatto al web. Penso che la realtà sia sotto gli occhi di tutti.
Claudio
Caro Claudio,
grazie sincere per il tuo intervento. Parlo a titolo personale. Percepisco bene che non vuoi essere né provocatorio né insolente. Ti chiedo ugualmente di percepire il mio affetto e la mia partecipazione nel dirti che i tentativi di creare “un’altra sinistra” sono forse unico l’esempio di qualcosa che si è rivelato ancora più fallimentare che riformare questo partito. Eppure pensa che – sempre a titolo personale – ritengo che nel panorama politico italiano siano entrambe cose necessarie… E ritengo doveroso dire anche che in questo PD – ma anche nelle altre forze di sinistra – ci sono molte cose buone. Costruire da zero è una suggestiva illusione, anche perché non in realtà non si costruisce mai da zero. Riformare, rinnovare – o, come dici tu, risanare: possibilmente senza credersi gli unici portatori di chissà quale pozione guaritrice – è l’unica opzione realistica che ci è data. Va da sé che è una fatica porca.
Che posso risponderti?
Il 95% delle cose che scrivi sono giuste.
Ma io non vedo altra strada.
In ogni caso io non ho nessuna pozione guaritrice.
Vi auguro buon lavoro, continuerò a seguirvi.