Proposte

Qui seguono alcune osservazioni e proposte – che riteniamo molto interessanti – di persone che hanno aderito al documento o che comunque vi hanno riservato attenzione.
Se avete anche voi commenti e proposte e volete pubblicarle qui o comunque farcele conoscere,  vi consigliamo di scriverci a
nuovopdbologna@gmail.com. Se invece preferite, potete commentare in calce.
(N.B.: Potete trovare il testo del documento qui e scaricarlo qui a fianco.)

Proposte di Pierluigi Costa

Modifiche al preambolo:
Il PD ha l’ambizione di essere il partito riformista in grado di governare l’Italia, riformandone la struttura secondo i principi di efficacia ed efficienza, equità e giustizia sociale, sussidiarietà e sostenibilità, facendone così una nazione moderna e al passo coi tempi.
Per conseguire questo obiettivo, condiviso dai suoi elettori, reali e potenziali, occorre una classe dirigente formata secondo rigorosi principi di moralità personale e politica, preparazione, capacità e competenze che in diversi casi il PD stesso non è stato in grado, fino ad oggi, di selezionare.[1]
[...]

Aggiunta al punto 1: 
(al termine) Il territorio provinciale (metropolitano) elegge propri rappresentanti di ogni zona che sono anche membri di diritto del  direttivo provinciale. Le zone dovranno tendenzialmente ricalcare gli ambiti delle associazioni / unioni comunali.
[2]

Aggiunta al punto 3:
(al termine) I forum devono poter contare sul supporto degli assessori eletti nelle amministrazioni ai diversi livelli e per le rispettive materie di competenza, al fine di evitare  separatezza fra azione politica e azione amministrativa ma, al contrario, divenire i centri di raccolta delle migliori esperienze da tradurre in efficaci formule comunicative.
      

Modifica al punto 4:
Il Pd deve offrire formazione continua ai cittadini che desiderano interessarsi di politica entrando dalla porta delle competenze. Inoltre deve usare la formazione come forma di circolazione di competenze tra chi la politica la pratica da tempo e chi vi è entrato da poco e necessita di approfondimenti sulle diverse tematiche o processi.

Aggiunta al punto 7:
Occorre andare oltre le “ampie consultazioni” ed evitare di ritrovarci i candidati già definiti a priori. Le persone per cariche interne ed amministrative rilevanti devono essere votate da iscritti ed elettori e non decisi da pochi dirigenti. Occorre definire chiaramente, negli statuti, tutti i casi in cui è obbligatorio ricorrere al voto degli eletti e degli iscritti. Non vogliamo più persone “garantite”. La competizione e la democrazia devono essere vere.

Aggiunta al punto 9:
Il Pd deve recuperare un giusto equilibrio tra partito di maggioranza e amministrazioni governate. Deve definire strategie territoriali di collaborazione tra amministrazioni (come la città metropolitana) e verificare il perseguimento tra i propri eletti. Gli organi territoriali intermedi (livello cittadino, unioni comunali, quartieri, etc.) devono essere protagonisti attivi per il coordinamento e l’articolazione delle politiche sul territorio corrispondente, in raccordo con gli altri livelli. Il Partito, attraverso lo strumento dei forum, deve individuare le migliori pratiche messe in campo da alcuni amministratori e diffonderle tra gli altri, accompagnando e supportando gli eletti nello sforzo per l’adempimento del programma.

Aggiunta al punto 10:
L’eletto, al momento della candidatura, si impegna a redigere un rendiconto scritto dell’attività svolta nell’intero mandato.

note:
1) A mio parere la definizione del fine (costruire una nazione moderna) non va confusa con il mezzo (la qualità della classe politica). 
2) Per la mia esperienza di assessore comunale e componente del Comitato di pianificazione associata dell’Area Bazzanese, posso affermare con certezza che una delle ragioni della forte frustrazione dei territori è dipesa sia dalla mancanza di investitura dei rappresentanti di zona da parte della base del partito (che non li ha eletti ma sono stati semplicemente nominati dall’esecutivo), sia dalla mancanza di una corrispondenza fra il livello amministrativo (associazioni/unioni intercomunali) e il livello del coordinamento di partito (zona
).

Proposte di Claudio Degli Esposti

- sul tema dell’etica chiediamo che gli amministratori rassegnino le dimissioni solo in presenza di un rinvio a giudizio
- chiediamo che nel partito sia impostata una Scuola permanente per l’Amministrazione
- chiediamo che la scelta degli amministratori sia fatta all’interno del partito su persone che hanno maturato esperienza politica e che abbiano partecipato alla Scuola 
- chiediamo che le campagne elettorali comprendano temi e proposte su scuola-università, sanità, lavoro e politiche per i giovani.

Proposte di Alessandro Cioni

Osservazioni sui singoli punti:

ORGANI SNELLI E AUTOREVOLI CAPACI DI REALE DISCUSSIONE
1) Condivido in pieno la necessità di avere un direttivo provinciale snello
(anche Bersani sembra condividere, viste le testuali parole: “gli organi
dirigenti dovranno avere una dimensione numerica tale da consentire un’
effettiva discussione politica e delle deliberazioni consapevoli, perché quando si è in troppi nessuno decide nulla e poi si decide in tre”);
2) Condivido anche che il direttivo debba essere eletto dai territori e mi
spingo oltre la vostra proposta. Perché non prevedere che ogni circolo della provincia elegga, in occasione della scelta del proprio segretario, anche il proprio rappresentante nel direttivo provinciale (che potrebbe anche coincidere con il segretario di circolo stesso)? Ovviamente per tenere conto del peso dei circoli, in caso di voto nel direttivo, ogni rappresentante dovrebbe pesare per il numero degli iscritti al circolo.
3) Non insisterei troppo sulla rappresentanza della “molteplicità di
situazioni” in quanto è proprio sulla base di questo principio, secondo me, che in passato si sono condizionate le libere scelte della base

UN DIRETTIVO CHE DIRIGE UN ESECUTIVO CHE ESEGUE
Pienamente condivisibile. Troppe volte si fanno passare con falsi “bagni di
democrazia” (la scelta dei candidati alle tornate elettorali ne è stato un
esempio) decisioni già prese da organi territorialmente superiori.

FORUM CON LEADER ELETTI PORTAVOCE DEL PARTITO SU QUEL TEMA
Formula adeguata a riavviare la discussione politica nel PD e a fare in modo
che il partito si faccia portatore di idee chiare e forti sui singoli temi
senza inseguire l’emergenza mediatica che, vista la situazione della stampa e della televisione nel nostro paese, viene dettata da Berlusconi. Confesso di aver sperato che Bersani, dopo la sua elezione, fosse uscito con un decalogo per il rilancio del paese, 10 idee forti sulle quali catalizzare l’attenzione, senza, appunto, seguire giornalmente l’emergenza mediatica.

CIRCOLI CENTRI DI ELABORAZIONE POLITICA E APERTI ALL’ATTIVITA’ SOCIALE
Certo i circoli devono essere “antenne sul territorio” ma oltre che ricevere
devono anche poter trasmettere. Per questo motivo ribadisco l’idea che ogni circolo abbia un proprio rappresentante eletto nel direttivo provinciale.

COMUNICAZIONE, RETE E TECNOLOGIA
Di questo tema si fa un gran parlare ma è spesso difficile trasformare la
teoria in pratica anche perché viene comunque richiesta una consistente
profusione di risorse umane. Manutenere il sito del circolo o di un gruppo di circoli non è cosa facile. Noi, nel nostro circolo, non siamo ancora riusciti a raccogliere gli indirizzi e-mail di iscritti ed elettori (si era pensato di farlo in occasione delle Primarie ma abbiamo fallito, ora ci si sta provando con una comunicazione CARTACEA). Inoltre per comunicare efficacemente è necessario colpire nel segno: è inutile dare informazioni generiche con modalità generiche, dalle quali i nostri “utenti” sono già quotidianamente bombardati ma bisogna attirare l’attenzione con messaggi ad affetto che invitino alla riflessione (non facile).

VOTIAMO PER I POSTI CHE CONTANO
Confesso di non essere un appassionato delle Primarie. Non credo che i non-iscritti abbiano diritto all’infinito di fare le scelte del partito standone
fuori (va bene in fase di fondazione con Veltroni, va bene in fase di rilancio,
va bene in alcune situazioni particolari ma non sempre e per sempre). Credo che con strutture di partito che funzionano in maniera adeguata e democratica, l’obbiettivo di scegliere i candidati in maniera “concorrenziale” possa essere comunque raggiunto.

CANDIDATI RAPPRESENTATIVI E NOMINATI COMPETENTI
L’obbiettivo è condivisibile ma stiamo attenti a non candidare persone che poi sfuggono al confronto con le strutture del partito. Nella nostra piccola
realtà, il PD ha candidato molti rappresentanti della cosiddetta “società
civile”: ha funzionato in termini di raccolta del consenso ma ora molte di
queste persone sfuggono al confronto con il partito e non fanno da tramite fra partito ed amministrazione.

NUOVO RAPPORTO TRA PARTITO ED AMMINISTRATORI
Se ho ben capito si vuole dire che il partito deve fare il partito e l’amministrazione deve fare l’amministrazione. Si vuole dire che il partito deve recuperare la sua funzione di controllo sulle amministrazioni in cui ha
nominato amministratori. Condivido.

TRASPARENZA E RENDICONTO NEI RAPPORTI TRA ELETTI ED ELETTORI
Condivido in pieno anche questo punto. Gli eletti devono mettersi a piena
disposizione degli elettori. Devono rendere conto del proprio operato. Devono essere portatori della voce del territorio che li ha eletti nell’assemblea di competenza.

Proposta di Rino Ruggeri

2) UN DIRETTIVO CHE DIRIGE UN ESECUTIVO CHE ESEGUE:
Bisogna trovare il modo che in questo direttivo esista una forma di inserimento e uscita di componenti con l’esterno in modo che non si crei un gruppo autoreferenziale che viene sostituito troppo tardi quando i problemi sono gia emersi.

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